<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-52578508216032613</id><updated>2011-08-01T16:21:13.482-07:00</updated><title type='text'>RichiAmo a: vergogna...</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>obama</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11120106079088421790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-52578508216032613.post-5377325929685171268</id><published>2009-12-15T07:44:00.001-08:00</published><updated>2009-12-15T07:44:27.763-08:00</updated><title type='text'>Una rivoluzione democratica: una comunità locale in Rete</title><content type='html'>di Gianni Bessi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crescita dell’utilizzo di Internet e il suo ruolo nella trasformazione e nello sviluppo della società continua a tenere banco, come abbiamo osservato su queste pagine alla vigilia delle elezioni europee. E in vista delle prossime scadenze elettorali vale la pena riprendere in mano il tema. A prima vista il come utilizzare internet sembrerebbe un tema ‘tecnico’, ma non è così: internet, non è solo tecnologia, ma è il ‘luogo’ dove si gioca il futuro dell’informazione, dell’innovazione, dell’industria ‘artistica’ e, non ultimo, dell’economia della conoscenza, cioè di quelle attività che si basano su scambio e confronto dei saperi.&lt;br /&gt;La Politica su questa partita non può tirarsi indietro. È una questione ideale, perché si collega al modello di società in cui si vuole vivere in futuro. Che può essere ‘aperta’, dove internet diviene lo strumento di diffusione e confronto di nuovi e liberi mass media; oppure chiusa, dove ogni media, dopo un periodo di rodaggio, diventa proprietà delle grandi società di comunicazione e diffusione di contenuti. Una politica che voglia davvero modernizzare il Paese deve insistere sull’esigenza di ampliare l’offerta di internet: aree wireless nelle città, soprattutto quelle a vocazione turistica, banda larga per rendere più efficiente e veloce la navigazione, accordi per regolamentare lo scambio di file. Internet ha un impatto prima culturale che politico: qualsiasi tecnologia, una volta apparsa, cambia in maniera radicale non solo l’ambito in cui è utilizzata, ma tutta la società. E non è possibile tornare indietro. Le recenti decisioni di alcuni governi europei di ‘limitare’ l’utilizzo di internet, soprattutto sul file sharing, privilegiando gli interessi delle major rispetto a quelle degli utenti non risolvono il problema. Anzi nel lungo periodo lo peggiorano.&lt;br /&gt;Il Partito democratico deve confrontarsi su questi temi, senza perdersi in giochi di potere e ipocrisie: non va dimenticato che nelle nazioni europee assiste a un nuovo fenomeno di partiti politici che puntano su una politica legata a internet. In Svezia il ‘Pirate Party’, ha ottenuto il 7% dei consensi alle ultime europee e in Germania analogo movimento ha raggiunto 1 milione di voti. E non è un caso se Barack Obama in Cina abbia dichiarato che “La libertà nelle telecomunicazioni rafforza una società perché ne incoraggia la creatività. Sono contro la censura anche se a volte le critiche disturbano chi governa, ma le critiche aiutano perché obbligano il governo a rendere conto ai cittadini. Se ho vinto la presidenza è grazie a internet che ha consentito alla gente di mobilitarsi, dal basso verso l’alto”. La frontiera da passare per una formazione politica che si dice moderna e popolare è quella delle nuove forme di aggregazione, confrontandosi sui problemi e proponendo soluzioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/52578508216032613-5377325929685171268?l=obama-richiamoavergogna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/feeds/5377325929685171268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/12/una-rivoluzione-democratica-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/5377325929685171268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/5377325929685171268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/12/una-rivoluzione-democratica-una.html' title='Una rivoluzione democratica: una comunità locale in Rete'/><author><name>obama</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11120106079088421790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-52578508216032613.post-7991479303264004791</id><published>2009-12-15T07:43:00.001-08:00</published><updated>2009-12-15T07:43:56.337-08:00</updated><title type='text'>Una Rivoluzione Democratica: le macroregioni</title><content type='html'>di Gianni Bessi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ‘questione federalista’ è uno dei temi centrali per il futuro del Paese. Anzi, sarà uno degli elementi su cui si vinceranno le prossime elezioni regionali del 2010. Vale quindi la pena cercare di capire come avverrà il passaggio dall’attuale ‘competenza amministrativa’ degli enti locali – che gestiscono risorse provenienti dallo stato centrale – a un’autonomia’ di governo locale può essere una vera rivoluzione.&lt;br /&gt;Federalismo ‘europeo’&lt;br /&gt;Partiamo dal ruolo dell’Unione europea e dalle tendenze antieuropeiste. Una semplice domanda basta a mostrare i limiti delle critiche: come avrebbe affrontato L’Italia la crisi senza Europa e senza euro? E parlando di federalismo, qual è l’unica realtà che ha davvero realizzato politiche federaliste? La risposta è facile: l’Ue, che da anni distribuisce risorse sui territori grazie ai fondi strutturali.&lt;br /&gt;Lo sviluppo passa dall’Euroregione&lt;br /&gt;Nell’ottica di un vero federalismo si inserisce la decisione dell’Ue in materia di ‘macroregioni’: aggregazioni di territori che mettono in rete le eccellenze produttive e le conoscenze di base per competere sui mercati globali. Per quanto ci riguarda, il 30 giugno del 2006 è stata creata l’Euroregione adriatica di cui fanno parte Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Albania.&lt;br /&gt;Italia del nord, un crocevia per l’Europa&lt;br /&gt;Il territorio compreso fra Alpi e Appennini può svolgere un ruolo cruciale nello scenario che si gioca lungo i corridoi europei 5 e 8, che collegano il Mediterraneo con il nord (il primo da Venezia verso l’area che va dall’Ucraina alla Bosnia, il secondo in quella dalla Puglia al Mar Nero). Purtroppo l’organizzazione infrastrutturale ed economica non è all’altezza delle esigenze, con i vari elementi dispersi in una miriade di sistemi locali. Milano e Bologna, per esempio, non riescono sempre a svolgere un ruolo efficace nella competizione fra grandi metropoli europee e internazionali. È urgente quindi compiere scelte che puntino a una moderna ripartizione dei ruoli, ma anche a nuovi modelli di unione e collaborazione fra territori.&lt;br /&gt;Una grande opportunità per la politica&lt;br /&gt;In definitiva, di fronte ai cambiamenti dei rapporti di forza tra territori ed enti locali e nazionali, la politica deve compiere una scelta: mantenere un ruolo marginale, destinato a diventarlo sempre più, o accettare la sfida del cambiamento e diventare un ‘valore aggiunto’ per i territori. Smentendo chi la definisce un freno per l’economia – teoria che, comunque, è stata smentita dalla recente crisi – e dimostrando che nessuno sviluppo è possibile senza il contributo delle amministrazioni locali. E da questa crisi si esce solo costruendo politiche di rete, collaborazioni fra territori e puntando su ciò che si sa fare meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/52578508216032613-7991479303264004791?l=obama-richiamoavergogna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/feeds/7991479303264004791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/12/una-rivoluzione-democratica-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/7991479303264004791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/7991479303264004791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/12/una-rivoluzione-democratica-le.html' title='Una Rivoluzione Democratica: le macroregioni'/><author><name>obama</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11120106079088421790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-52578508216032613.post-7298357501474068123</id><published>2009-11-19T09:11:00.000-08:00</published><updated>2009-11-19T09:11:04.973-08:00</updated><title type='text'>Una Rivoluzione Democratica: le macroregioni</title><content type='html'>La ‘questione federalista’ è uno dei temi centrali per il futuro del Paese. Anzi, sarà uno degli elementi su cui si vinceranno le prossime elezioni regionali del 2010. Vale quindi la pena cercare di capire come influenzerà le scelte del Governo e i programmi delle forze politiche; ma anche come cambierà la vita quotidiana dei cittadini. Perché di ciò si tratta: il passaggio dall’attuale ‘competenza amministrativa’ degli enti locali – che gestiscono risorse provenienti dallo stato centrale – a un’autonomia’ di governo locale può essere una vera rivoluzione.&lt;br /&gt;Gli enti locali ora giocano un ruolo subordinato, senza grande capacità di manovra (in particolare sulle risorse finanziarie dirette) sulle scelte che riguardano territori e comunità. Con un federalismo efficace potrebbero decidere in autonomia, costruendole politiche sulle esigenze reali dei cittadini. E dare maggiore forza allo strumento del confronto con associazioni di categoria, imprese, soggetti coinvolti nello sviluppo. È un’occasione che il nostro territorio non può mancare: scegliere il semplice adattamento ci impantanerebbe nelle retrovie dello sviluppo, impedendoci di cogliere in pieno la ripartenza un volta finita la crisi. &lt;br /&gt;Una grande opportunità per la politica&lt;br /&gt;Di fronte all’opportunità di cambiare i rapporti di forza tra gli enti locali e nazionali, la politica si trova a dover compiere una scelta coraggiosa: mantenere un ruolo marginale, destinato a diventarlo sempre più, oppure accettare la sfida del cambiamento e diventare un ‘valore aggiunto’ per i territori. Smentendo quanti la definiscono un freno per lo sviluppo – una teoria che, comunque, è stata smentita dalla recente crisi – e dimostrando anzi che non può esistere una crescita economica e sociale vera e solida senza che il contributo delle amministrazioni locali.&lt;br /&gt;Lo sviluppo passa dall’Euroregione&lt;br /&gt;In un’ottica di federalismo si inserisce la decisione dell’Ue in materia di ‘macroregioni’: si tratta di aggregazioni di territori che mettono in rete le proprie eccellenze produttive e le conoscenze di base per competere sui mercati globali. Un esempio recente di queste aggregazioni è quello dell’euroregione baltica; mentre non va dimenticato che il 30 giugno del 2006 è stata creata l’Euroregione adriatica di cui fanno parte Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Albania.&lt;br /&gt;Non si tratta di un’aggregazione di tipo burocratico ma operativo: all’interno del quale l’Emilia-Romagna può giocare un ruolo da protagonista, per la sua collocazione lungo o in prossimità dei corridoi plurimodali europei, che saranno le ‘vie’ lungo le quali passeranno i traffici con la parte orientale del continente. Il 5 e l’8 collegheranno il Mediterraneo e il sud dell’Europa: il primo da Venezia verso zone che vanno dall’Ucraina alla Bosnia, dalla Puglia al Mar Nero l’altro.&lt;br /&gt;L’Italia del nord, un crocevia per l’Europa&lt;br /&gt;Il territorio compreso fra Alpi e Appennini può svolgere un ruolo cruciale in questo sviluppo che si gioca sui Corridoi europei: purtroppo non esiste ancora un’organizzazione infrastrutturale ed economica all’altezza. I vari elementi appaiono dispersi in una miriade di sistemi locali: Milano e Bologna non riescono sempre a svolgere un ruolo efficace nella competizione fra grandi metropoli europee e internazionali. È quindi urgente compiere scelte che abbiano come denominatore comune una moderna ripartizione dei ruoli, ma anche nuovi modelli di unione e collaborazione fra territori.&lt;br /&gt;Unioni per uscire dalla crisi&lt;br /&gt;È chiaro, e l’Ue ne è consapevole, che dalla crisi economica che ha messo a dura prova le economie occidentali si esce soltanto costruendo politiche di rete, collaborazioni fra territori e puntando su ciò che si sa fare meglio. Per quanto riguarda Ravenna e l’Emilia-Romagna le qualità e sostenibilità, la scelta di produzioni e servizi ad alto valore aggiunto, a elevata intensità di intelligenza e contenuto tecnologico. &lt;br /&gt;Collaborazioni che possono, anzi debbono, riguardare anche la logistica. Pensiamo allo sviluppo recente dei porti altoadriatici italiani – Ravenna, Venezia, Trieste – e alle potenzialità di mettere in rete tutti i loro retroterra con le piattaforme logistiche avanzate dei mari del Nordeuropa. Il progetto delle euroregioni è la strada su cui insistere e che permetterà ai nostri territori di conoscere una nuova fase di sviluppo, grazie a un’intensificazione dei collegamenti con le nuove aree della globalizzazione dell’est, ma anche perché il sistema Italia non può permettersi di perdere l’occasione di diventare centro di attrazione per i traffici marittimi dei bacini padano, austriaco, svizzero e della Germania Meridionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianni Bessi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/52578508216032613-7298357501474068123?l=obama-richiamoavergogna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/feeds/7298357501474068123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/11/una-rivoluzione-democratica-le.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/7298357501474068123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/7298357501474068123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/11/una-rivoluzione-democratica-le.html' title='Una Rivoluzione Democratica: le macroregioni'/><author><name>obama</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11120106079088421790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-52578508216032613.post-2764209016202418119</id><published>2009-11-07T09:43:00.000-08:00</published><updated>2009-11-08T08:00:02.554-08:00</updated><title type='text'>Mi hanno insegnato l'amore e il rispetto per  l'altro</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_73TqYbbS0b0/SvWyUbjkhII/AAAAAAAAAAk/ndMopMooXR0/s1600-h/Hundert+1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401419392164856962" src="http://1.bp.blogspot.com/_73TqYbbS0b0/SvWyUbjkhII/AAAAAAAAAAk/ndMopMooXR0/s320/Hundert+1.jpg" style="cursor: pointer; 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 le loro ferme convinzioni Cristiano-Cattoliche, che oggi non riconosco nei messaggi e negli agiti di chi si professa tale, sentenzia indignazione per la richiesta di rimozione del crocifisso a scuola e allo stesso tempo  agisce comportamenti esattamente all’opposto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi hanno insegnato l’amore e il rispetto per l’altro, mi hanno incentivato all’aiuto dei più deboli, mi hanno cresciuta nell’idea che “accoglienza” e “rispetto” delle idee altrui fossero imprescindibili prerogative per accedere al “regno dei cieli”…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sono cresciuta nella convinzione che “regno dei cieli” o meno,  quegli esempi sarebbero state le fondamenta del mio essere cittadina del mondo e oggi fanno parte della mia cultura e della mia tradizione. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quella cultura e quella tradizione che “crocifisso” o no,  oggi mi vedono impegnata in percorsi interculturali nelle scuole e in azioni di cittadinanza attiva, dove in prima persona posso assaporare il sapore e l’odore delle differenze senza per questo rinunciare alla mia identità!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Oggi leggendo considerazioni, indignazioni… sproloqui… davvero mi fermo a pensare… sul senso e significato di quel simbolo e rimango spaesata nell’ignoranza  e superficialità collettiva all’interno della quale solo in parte mi riconosco. Ignorante, ma non superficiale… ignoro presupposti ideologici, non conosco approfonditamente &lt;st1:personname productid="la Bibbia" st="on"&gt;la Bibbia&lt;/st1:personname&gt;, non sono una cristiana praticante, ma il mio spirito di accoglienza e la mia formazione culturale mi portano  a dire No. No ad un simbolo religioso in uno stato laico, No all’imposizione, anche se passiva di un simbolo religioso sugli altri (qualunque esso sia…). Poco mi importa se “loro a casa loro” si comporterebbero diversamente…  “Io” per ciò che sono io,  credo che il cambiamento, quello vero, parte dall’individualità di ognuno di noi e il valore del “porgi l’altra guancia” debba essere alla base delle considerazioni e esternazioni di chi si professa Cristiano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Insegnare ai nostri figli questo,  credo sia più importante. Offrigli la possibilità di scelta e di giudizio, crescerli culturalmente attraverso la conoscenza diretta di saperi e culture diverse dico No anche all’insegnamento della religione cattolica a scuola, ma Si all’insegnamento delle religioni del mondo… perché “credere” che il bene è possibile non sia utopia, perché non crescano ignoranti sulle opportunità che il mondo offre loro, perché riescano a discernere il giusto dallo sbagliato, i buoni dai cattivi…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perché non si identifichino in veline o calciatori del momento, ma abbiano la possibilità ci acquisire direttamente conoscenze concrete e stili, modelli di vita veri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un nonno speciale da un pò di anni è entrato a far parte della mia vita…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Fiedensreich Hundertwasser, per molti solo un artista eclettico, ma per me, come molti sanno, un “affare religioso”, che forse oggi suggestiona questa mia indignazione …&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel suo deliro creativo ha dichiarato che il regalo più grande che la vita gli ha offerto è stata le possibilità di restaurare la chiesa di Santa Barbara nella Styria austriaca, dove è riuscito a rendere vivo il suo sogno di convivenza anche se solo ideologica…  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;All’esterno della chiesa ha allestito 12 archi, nei quali ha inserito i simboli religiosi delle maggiori religioni del Mondo, compreso uno spazio simbolicamente “libero” (per gli ottusi “vuoto”!) a rappresentare l’ateismo… rendendo così tangibile e possibile la loro convivenza, lasciano a noi oggi, il compito di riflessione sul significato profondo di questa scelta…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il  17 ottobre abbiamo inaugurato i nuovi spazi della Casa delle Culture di Ravenna…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sul pianerottolo delle scale oggi troneggia un maxi pannello che raccoglie la riproduzione di questi simboli, lavoro partecipato di studenti e famiglie… (per altro finanziato con il fondo UNRRA!)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bello sognare di poterne vedere milioni all’interno delle nostre scuole…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;UTOPIA? lasciatemi sognare... &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;"se un uomo sogna da solo è solo un sogno... se si sogna in tanti è la realtà che comincia!" &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(proverbio brasiliano)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;PeSte® Stefania Pelloni     349.1314748        www.hundertwasser.it  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/52578508216032613-2764209016202418119?l=obama-richiamoavergogna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/feeds/2764209016202418119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/11/mi-hanno-insegnato-lamore-e-il-rispetto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/2764209016202418119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/2764209016202418119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/11/mi-hanno-insegnato-lamore-e-il-rispetto.html' title='Mi hanno insegnato l&apos;amore e il rispetto per  l&apos;altro'/><author><name>obama</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11120106079088421790</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_73TqYbbS0b0/SvWyUbjkhII/AAAAAAAAAAk/ndMopMooXR0/s72-c/Hundert+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-52578508216032613.post-2251639093182904857</id><published>2009-09-30T13:38:00.000-07:00</published><updated>2009-11-07T09:26:42.761-08:00</updated><title type='text'>RichiAmo a: Vergogna! Vergogna! Vergogna!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_73TqYbbS0b0/SsdRQsOSrhI/AAAAAAAAAAU/Kb2vuPDcuRc/s1600-h/Il%20Richiamo%20del%20lupo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388364826362949138" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 262px; height: 320px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_73TqYbbS0b0/SsdRQsOSrhI/AAAAAAAAAAU/Kb2vuPDcuRc/s320/Il%2520Richiamo%2520del%2520lupo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"RichiAmo"... nel senso... "non mi dimentico e se non capisci che ci sono problemi ti richiamo e ti stresso!"&lt;br /&gt;"RichiAmo"... nel senso..."ti richiamo all'ordine perchè stai facendo cazzate!"&lt;br /&gt;"RichiAmo"... nel senso... "non far finta di niente... noi ci siamo e fin che ci siamo sono cavoli amari!"&lt;br /&gt;"RichiAmo"... nel senso... "sveglia!!! è ora di farsi sentire!"&lt;br /&gt;"RichiAmo"... nel senso... "ti rammento che ci sono questioni aperte..."&lt;br /&gt;"RichiAmo"... nel senso..."memoria storica sui problemi e sulle questioni"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/52578508216032613-2251639093182904857?l=obama-richiamoavergogna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/feeds/2251639093182904857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/09/richiamo-vergogna-vergogna-vergogna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/2251639093182904857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/52578508216032613/posts/default/2251639093182904857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://obama-richiamoavergogna.blogspot.com/2009/09/richiamo-vergogna-vergogna-vergogna.html' title='RichiAmo a: Vergogna! 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